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- Ermanno Olmi, Ragazzo della Bovisa
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Annibale Pepe, Ostaggio
Dalla narrazione di un sequestro si dipana un racconto che riesce a procedere a ritroso in modo agile e senza appesantire, anzi andando ad arricchire di spessore e densità l'azione presente ripresa, descritta e vissuta. Una scrittura dotata di lucida passione e senso della frase.
Giulio Pianese, ovvero Zu

Jane Austen, Pride and Prejudice
L'ho riletto e confermo quanto ebbi a dire cinque anni fa, anzi, m'è piaciuto ancora di più.
Rimasi incantato dall'arguzia delle primissime pagine e continuai la lettura, apprezzando l'ironia narrativa molto moderna (come d'altronde capita in altri romanzi del '700 inglese).
Vicende molto legate a contesto socio-culturale dell'epoca, ma trattazione sicuramente molto più evoluta (non si avverte il peso del narratore onnisciente, né il paternalismo di quei testi in cui tutto deve essere spiegato e il lettore accompagnato passo passo).
Giulio Pianese, ovvero Zu

Ermanno Olmi, Ragazzo della Bovisa
Un raccontare che pare il tocco lieve di una mano grande e un po' ruvida sulla spalla di un ragazzo pudico ma dagli occhi sgranati sul mondo.
Un mondo che si svela poco a poco sul piano delle esperienze personali, tra affetti familiari e nuove conoscenze, per un quinquennio cruciale lungo il quale la Storia, irrompendo iraconda sullo sfondo del vivere e del morire, muta anche le geografie del protagonista, tra la casa in Bovisa, la colonia sul Lago Maggiore e la Treviglio campagnola.
La scrittura del vecchio regista si dipana con naturalezza e sobrietà, sapendo cogliere nel segno quando deve. Del cinematografico ha le virtù, mentre dispensa un'autenticità plurisensoriale, riuscendo così a far vivere dinamicamente le scene e trasmettendone nel contempo il valore intimo.
Giulio Pianese, ovvero Zu

Mario Benedetti, Grazie per il fuoco (traduzione di Gianni Guadalupi e Marcello Ravoni)
All'inizio non mi stava convincendo, poi gradatamente ho apprezzato non poco questo racconto di percorsi personali e sociali d'Uruguay che si espande in più direzioni (tra reminiscenze, vicende e intenti) e da diversi punti di vista (vari personaggi non solo di contorno, e la narrazione che alterna 1a e 3a persona).
Giulio Pianese, ovvero Zu

Alejandro Jodorowsky, Psicomagia. Una terapia panica (traduzione di Silvia Meucci)
Il terapeuta matto, di una pazzia allegra e sana, si ripropone di sanare sé e gli altri imponendosi col potere dei simboli sulle ritrosie bloccanti dell'inconscio.
Di piacevole lettura e probabilmente utile.
Un particolare: a proposito della divinazione, questo specialista dei tarocchi spiega il suo rifiuto di predire il futuro, in quanto ogni predizione si proporrebbe come modello da seguire, mentre il vedere oltre deve servire a capire e far capire quali siano i nodi personali da sciogliere ora.
Giulio Pianese, ovvero Zu
(incontro marzo 2004)
