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"ottavotasto" - 5 new articles

  1. Apre la fiera, venghino numerosi!
  2. Tv, Internet, un po' di roba sparsa e qualche considerazione
  3. Ma non è che tutti ormai hanno una reputazione on line?
  4. Buone vacanze, affamati e folli
  5. Se avessi un hotel, chiederei ad ogni dipendente di passarci una notte ogni tanto
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Apre la fiera, venghino numerosi!

E domani si ricomincia: dopo due mesi a lavorarci ed un weekend praticamente in bianco, lo stand è ancora un cantiere e l'allestitore ha dimenticato lo stereo. Ma domani si torna in fiera.

E quindi, mentre aspetto di posizionare le grafiche e di andare a comprare le vettovaglie -ed abbondanti alcolici- per i clienti, mi viene in mente qualche regoletta che nella -poca- esperienza che ho fatto, in fiera serve sempre:

- Luci: se non illumini, in fiera non si vede veramente nulla.

- Musica: ad un livello sopportabile, a meno che tu non sia al motorshow ed abbia lo stand pieno di cubiste.

- Sarebbe bello che lo stand fosse (o sembrasse) sempre pieno. Uno stand vuoto, rimarrà inevitabilmente vuoto.

- Tieni conto del flusso della gente. Le persone si muovono fra stand e padiglioni secondo motivi insondabili ai comuni mortali. Unico indizio: si ripetono di anno in anno…

- Date ai visitatori un motivo per parlare di voi ad altri visitatori anche lontano dal vostro stand, e sperate che vi cerchino.

- Non credete mai (ma proprio MAI) ad un visitatore che vi dice “ripasso più tardi”: ad andar bene lo rivedrete l’anno prossimo.

- Pensate alle sedute per quanta gente vi aspettate presente sull stand: non ci beccherete comunque, ma il rischio è di avere persone in piedi (che se ne andranno), o sedie vuote (e lo stand sembrerà vuoto, vedi punto 1)

- Per quanto possibile, anche alla sera dell'ultimo giorno, sorridete: chi si fermerebbe a parlare con una faccia che traspira rottura di balle?

- Gadget: non regalateli a pioggia. Verranno percepiti come senza valore, e finiranno nella cameretta del figlio di un visitatore a caso.

Altro ora come ora non mi viene in mente: torno a lavorare, se qualcuno vuole aggiungere idee... be my guest!


Tv, Internet, un po' di roba sparsa e qualche considerazione

Gianluca posta un intervento su Friendfeed di Nereo, sul fatto che i 29 milioni di navigatori di internet a settembre non possano essere ignorati dalle pianificazioni pubblicitarie.

Livefast osserva che quelli che sono su internet "è tutta gente che la 'comunicazione', quella in cui 'si investe' gli rimbalza. Vogliono fatti, la comunicazione nasce spontaneamente e con grande facilità se il prodotto è buono. E questo è tutto quello che c'è da dire della utilità dei direttori marketing e dei 'comunicatori'".

Che è poi un altro modo per dire che chi è su internet c'è per un motivo (sì, pure quelli su Facebook). La rete richiede almeno un minimo di interazione... insomma, qualcosa ci devi fare, al contrario di quando guardi mamma tv.

Ed il grado di attenzione del navigatore è mediamente più alto di quello del telespettatore. Se ci aggiungete che " la pubblicità funziona bene in modo inversamente proporzionale al grado di neuroni attivi durante l'esposizione" (Gianluca), il gioco è fatto.

Vediamola in senso positivo: che internet non diventi uno stimolo ad un modo nuovo, magari più attento e mirrato di fare pubblicità, che se ne freghi dei "focus group" e pensi un po' di più a quello che vogliono le persone? speram...


Ma non è che tutti ormai hanno una reputazione on line?


Le aziende ormai devono sapere che con la rete hanno a che fare quotidianamente, che lo vogliano o no. Non ci sono più scuse: anche se non hai un sito, o magari nemmeno un computer, in giro c'è qualcuno che con tutta probabilità scrive di te, e dovrebbe interessarti almeno cosa dice. Se e come rispondere è poi un'altra roba, complicata, lasciamo stare...

Quello che magari non tutti pensano, è che sta roba mica vale solo per le aziende. Vale per tutti. Nel senso tutte le persone: la solita storia della reputazione on line, che da un po' di tempo però mica riguarda solo blogger, forumisti, o chi con la rete ci lavora...

Se su Facebook qualcuno ha una foto con una bottiglia di rum in mano, con che faccia va a dire in un colloquio che è astemio? Non dico che si debba stare attenti a quello che si mette on line, o che "su Facebook ti rubano l'identità": solo che più roba gira in rete, più sarà meglio darci un occhiata :)

PS: l'idea di questo post -che rompe un silenzio di Ottavotasto decisamente lungo, sorry- viene da un seminario del weekend prossimo a Firenze organizzato da Fior di Risorse, all'interno di Jobfair, al quale io non parteciperò, ma c'è anche Luca Conti, mica nulla... :)


L'immagine è di Greg Gaskill


Buone vacanze, affamati e folli



Signori, si chiude per le vacanze: ci si risente a settembre, o nel mentre con gli altri mezzi che la rete propone, e di cui potete disporre qui accanto alla voce "keep in touch".
L'ultima chicca, è la pagina qui accanto, dall'ultimo numero di "The whole earth catalogue": prendetelo come un augurio di buone vacanze (tanto sapete già da dove arriva).

See ya!

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Se avessi un hotel, chiederei ad ogni dipendente di passarci una notte ogni tanto



Chi conosce meglio un'azienda? I dipendenti o i clienti? Le persone all'interno o quelle all'esterno?

E soprattutto, di chi è l'opinione che conta di più?

Per quanto chiunque conosca -molto- bene il posto in cui lavora, quello che pensa non può essere l'unica cartina tornasole su cui basare le decisioni.
Ok i sondaggi, i focus group, le interviste casuali... e l'esperienza diretta?

Insomma, se avessi un hotel chiederei ad ogni dipendente di passare una notte da cliente. O ad un suo familiare, un suo amico. Qualcuno comunque disposto il mattino dopo a dirmi cosa è andato bene, o su cosa si può migliorare.

Passare qualche volta dal parlare con chi usa il prodotto ad usarlo direttamente, testarne il lato pratico, farebbe imparare un bel po' sull'usabilità.


La foto è di Ashiq Thobani


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